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Perché c’è una EMERGENZA CLIMATICA E AMBIENTALE?

Biodiversità

In questo articolo riportiamo per sommi capi una parte delle informazioni condivise nella presentazione intitolata “Perché c’è una EMERGENZA CLIMATICA E AMBIENTALE?” realizzata dal Prof. Claudio Cassardo (Docente di Fisica dell’atmosfera, meteorologia, fisica del clima, cambiamenti climatici al Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino), socio di Polyteknos e Accoglienza

La presentazione completa, in formato PDF, è scaricabile seguendo il link a fondo pagina.


Sommario

  • Il clima: un po’ di concetti di base
  • C’è il riscaldamento climatico? Il clima sta cambiando? Perché?
  • Una panoramica sul clima presente
  • Gli indicatori dei cambiamenti in atto
  • Cosa fare? I concetti di adattamento e mitigazione

L’ABC: clima e meteorologia

TEMPO: stato dell’atmosfera in un certo posto e in un determinato momento , descritto in base ai valori di alcune variabili come: temperatura , umidità , nuvolosità , pioggia /neve, velocità e direzione del vento Si può prevedere (1 – 5 giorni). Presenta una grande variabilità da anno ad anno.

CLIMA: letteralmente , l’insieme delle condizioni medie dell’atmosfera in una regione specifica , mediate su un ben determinato intervallo temporale ; più specificamente , lo studio statistico delle condizioni atmosferiche , identificando i valori medi e gli estremi , le deviazioni dalla media Medie su 30 50 anni

Le temperature in Italia

  • Aumento più sensibile nel periodo estivo e autunnale al centro sud e isole
  • Dal 1951 netto aumento delle ondate di calore, alcune molto forti (Agosto 1999, Agosto 2003, Giugno 2007, Luglio 2017)
  • È diminuito il numero delle ondate di freddo intenso, ma se ne verificano ancora: inverni 1985 e 1986, febbraio 2012, febbraio/marzo 2018

Le precipitazioni in Italia

  • Piove leggermente di meno nell’anno e in tutte le stagioni
  • Nessuna variazione è statisticamente significativa, però ha effetti sulle portate dei fiumi

Di chi è la colpa?

Le attività umane sono la causa dominante del riscaldamento osservato dalla seconda metà del XX secolo.
(Quinto Rapporto di Valutazione dell’IPCC IPCC AR5)

E lo si sa da oltre un secolo (aprile 1896)

Nel 1895 Svante August Arrhenius (chimico e fisico svedese, Nobel per la chimica nel 1903) presentò alla società fisica di Stoccolma un documento intitolato «Sull’influenza dell’acido carbonico nell’aria sulla temperatura del suolo», dove era descritto un modello di bilancio energetico che considerava gli effetti radiativi di anidride carbonica (acido carbonico) e vapore acqueo sulla temperatura superficiale della Terra.

Nell’articolo Arrhenius sostenne che le variazioni dell’anidride carbonica avrebbero potuto influenzare notevolmente il bilancio termico della Terra. I suoi calcoli stimarono che la temperatura delle regioni artiche avrebbe potuto aumentare di circa 8 – 9 °C se la concentrazione dell’acido carbonico fosse aumentata di 2,5 – 3 volte. I suoi calcoli stimarono anche che, con concentrazioni pari al 55 – 62% di quelli attuali , le temperature avrebbero potuto diminuire di 4 – 5 °C alle medie latitudini (glaciazioni).

Le emissioni di gas serra sono aumentate dal 1750 ad oggi, con una forte accelerazione negli ultimi 40 anni , portando a un aumento di temperatura che è avvenuto con una rapidità senza precedenti.

Biodiversità in declino – La sesta estinzione di massa è già arrivata?

Perdiamo ogni anno tra le 11.000 e le 58.000 specie concentrate soprattutto nelle regioni tropicali. Molte specie stanno scomparendo a ritmi vertiginosi. Alcuni scienziati ritengono che si possa parlare di una sesta estinzione di massa e che questa estinzione, per la rapidità di impatto e la mortalità, non abbia nulla da invidiare alle cinque che l’hanno preceduta.

Biodiversità ALPINA in declino

Il problema della riduzione degli habitat: la presenza ed estensione della vegetazione è determinata dal clima. I cambiamenti climatici stanno favorendo l’innalzamento degli areali, riducendone però l’estensione (si riduce l’area per attori geometrici); inoltre mancano i substrati idonei e il terreno è friabile.

Dal 1850 circa, i ghiacciai delle Alpi hanno già perso i 2/3 del loro volume. La fusione nivale è anticipata, con il rischio che sia già esaurita nel periodo di maggior fabbisogno idrico a valle (durante la stagione estiva, calda e secca)

Mitigazione: affrontare le cause per ridurre e/o eliminare gli effetti futuri

  • Riduzione delle emissioni di gas serra e di aerosol atmosferici
  • Aumentare l’efficienza energetica
  • Aumentare l’uso di energia no e low carbon
  • Aumentare i “carbon sinks
  • Modificare i nostri stili di vita -> gestione virtuosa dei propri consumi energetici, scelte per la mobilità, abitudine al riciclo e la gestione dei rifiuti, abitudini alimentari.

Adattamento: convivere con gli effetti già in corso e attesi

  • Utilizzare le risorse idriche (scarse) in modo efficiente
  • Adeguare le norme edilizie per far fronte alle future condizioni climatiche e ai fenomeni meteorologici estremi
  • Costruire difese contro le inondazioni e innalzare argini artificiali
  • Sviluppare colture resistenti alla siccità, selezionare specie e prassi silvicole meno sensibili alle precipitazioni violente e agli incendi
  • Elaborare piani territoriali e corridoi per favorire la migrazione delle specie

Cosa possiamo fare noi?

Cultura, comunicazione e divulgazione

  • Occorre far crescere nell’opinione pubblica la consapevolezza per le tematiche ambientali e dei rischi legati ai cambiamenti climatici
  • Ognuno di noi può adoperarsi per questo
  • Aumentare la cultura: significa anche studiare (non ci sono limiti di età per farlo)
  • È necessario rivolgersi a fonti autorevoli e non aver paura della scienza
  • Occorre fare inserire nelle agende politiche dei partiti questi temi, ai primi posti

Abbiamo un solo pianeta su cui vivere, noi
ed i nostri figli e nipoti: preserviamolo…


Il documento originale è disponibile al link sottostante.