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L’autopoiesi, chiave scientifica e culturale del Progetto Polyteknos

Sezione della rete metabolica di un semplice batterio

In corsivo ricerche tratte dal testo “Vita e Natura” di Fritjof CAPRA e Pier Luigi Luisi

La vita non ha impiegato molto a comparire sulla Terra. A poche centinaia di milioni di anni dalla formazione del sistema solare, i primi batteri già popolavano il fondo degli oceani. Crescevano sulle pareti dei vulcani sottomarini, sfruttando la ricchezza di ferro di quell’ambiente per il loro metabolismo. I loro resti sono stati ritrovati oggi nelle rocce più vecchie del pianeta. Risalgono – secondo la rivista Nature – a un’età compresa fra i 3,8 e i 4,3 miliardi di anni fa.

Per imitare l’economia circolare o bioeconomia  è determinante osservare l’organizzazione e gestione della vita-morte-rinascita e gli scambi funzionali cellulari

La cellula, come unità autopoietica, è un sistema organizzato e delimitato che determina una rete di relazioni, che produce componenti molecolari, che si assemblano in un sistema organizzato, che determina la rete di relazioni e così via. I termini “in” e “out” – in accordo con il fatto che la cellula é in sistema aperto – rappresentano rispettivamente i nutrienti e l’energia in ingresso dall’esterno e la fuoriuscita dei prodotti di scarto. La circolarità illustrata nella figura corrisponde alla nozione di chiusura operazionale, che genera la nozione più ampia di autonomia biologica.

I fondamenti dell’Autopoiesi

Un’unità autopoietica è la più elementare organizzazione dell’organismo. Può essere definita  come un sistema capace di sostenere se stesso grazie ad una rete di reazioni che rigenerano continuamente le componenti – tutto dall’interno di un confine autogenerato. Possiamo dire in altri termini, che il prodotto di un sistema autopoietico é la propria auto-organizzazione. Possiamo anche dire che questo schema corrisponde a una logica ciclica…

Ancora una volta, ciò che è valido per la vita della cellula può essere considerato valido per ogni forma vivente. La lettura di riferimento distingue tra sistemi autopoietici di primo e di secondo ordine (multicellulari). Così, un organo come il cuore può essere considerato come un sistema autopoietico, perché é capace di automantenimento attraverso una serie di processi che rigenerano tutte le componenti ad esso proprie all’interno dei suoi confini. D’altra parte questo complesso sistema autopoietico é composto di unità autopoietiche più piccole, fino alle singole cellule, di vario tipo; e l’intero essere umano può essere visto come un sistema autopoietico. È importante qui notare la relazione tra autopoiesi e teoria sistemica della vita: ora possiamo dire che la vita, più precisamente può essere considerata un sistema di sistemi autopoietici interconnessi.

Rilevante è anche la relazione fra autopoiesi, chiusura operazionale, logica circolare e autonomia biologica, L’autopoiesi è la forma particolare di auto-organizzazione del vivente che specifica i processi che, secondo una logica circolare, permettono la rigenerazione dei componenti. La nozione di autonomia biologica allora significa anche che l’organismo vivente è un sistema operazionalmente chiuso con una logica circolare.

Le deduzioni degli scienziati Maturana e Varela

L’essere vivente e l’ambiente sono due strutture operativamente indipendenti… Una perturbazione dell’ambiente non contiene in sé la specificazione dei suoi effetti sull’essere vivente, ma è questo con la propria struttura che determina il suo stesso cambiamento in rapporto alla perturbazione. Lo stesso vale per l’ambiente, per cui l’essere vivente é una fonte di perturbazione e non di istruzioni.  

Alcune di queste interazioni fra organismo e ambiente avverranno in modo più stabile e ricorrente. Secondo la teoria dell’autopoiesi, un sistema vivente si accoppia strutturalmente, cioè attraverso interazioni ricorrenti, con il proprio ambiente; ciascuna interazione innesca cambiamenti strutturali del sistema. Ad esempio la membrana di una cellula assorbe continuamente sostanze dal suo ambiente; il sistema nervoso di un organismo modifica la propria connettività a ogni percezione sensoriale.

C’è abbastanza materiale, che connesso con le ultime scoperte dell’Epigenetica sui comportamenti umani sin dalla nascita, che giustifica il “ripartire” dalle nuove generazioni, offrendo loro un ambiente e stimoli con i “programmi interrogativi” suggeriti da Edgar Morin in cui sarà determinante il learning by doing   Saranno loro i catalizzatori per gli adulti.